L’emozionante rimbalzo da un campo all’altro - meno tellurico di quello di Champions – si è trasformato presto in un doloroso testa a testa tra Roma e Bologna per un posto tra le prime otto: la combinazione dei risultati non avrebbe permesso di averle entrambe nella Top 8, l’esito minaccia un possibile derby agli ottavi . Intanto l’ha spuntata la banda-Gasperini, che ha difeso con i denti il proprio posto agli ottavi recuperando in dieci contro undici il Panathinaikos. Roma resistente, buon segno.
Il Bologna ha compiuto in fretta il proprio dovere contro il Maccabi – non difficilissimo – e poi ha rivolto lo sguardo agli smartphone in attesa di risultati favorevoli. Il più positivo stava arrivando proprio da Atene: i rossoblù sono entrati nella elite delle 8 proprio in quei venti minuti in cui la Roma è stata sotto. Il gol di Ziolkowski ha salvato Gasp ma anche la presenza diretta italiana agli ottavi, perché se non fosse arrivato il Genk avrebbe superato le nostre. La quota per la Top 8 si è alzata rispetto alla stagione scorsa, quando i 15 punti del Bologna sarebbero bastati, ma Italiano deve prendersela più con il pareggio di una settimana fa con il Celtic.
Il bilancio è dunque identico a quello della stagione scorsa: una qualificata diretta - ma nel 2024-25 la Lazio capeggiava il maxigirone - e un’altra ai playoff, nemmeno troppo difficile guardando le possibili avversarie (Dinamo Zagabria o Brann). Del resto in questa Europa League non sembrano esserci squadre imbattibili, anche se la solita inglese - l’Aston Villa dello specialista Emery - ha chiuso davanti insieme al Lione di Paulo Fonseca. La prospettiva di far strada c’è: il Bologna se uscirà dal periodaccio, la Roma che nella fase a eliminazione diretta potrà contare su un Malen in più. Il miglior italiano del girone, alla fine, è quello che allena all’estero: Farioli con il Porto chiude quinto a 17 punti, uno in più della Roma.