La battuta è quasi inevitabile: De Winter è uno che dà il meglio di sé in inverno. Diciamo in inverno inoltrato. Freddure a parte, la notizia c'è tutta ed è confermata dall'andamento delle ultime settimane. Il difensore belga si sta ritagliando un posticino interessante e confortevole nella rosa rossonera ed è una novità importante perché i primi mesi di stagione erano stati decisamente al di sotto delle attese. Koni, al netto di un fisiologico spaesamento nel passare da una squadra di fascia bassa a un'altra in lotta per lo scudetto, pareva proprio non riuscire a ingranare. Errori tattici, di posizionamento, dovuti probabilmente anche a una scarsa lucidità provocata dalla tensione. Era la brutta copia di quello vestito col rossoblù. E quindi, considerando che in rosa ci sono cinque difensori centrali di ruolo (uno dei quali è l'acerbo Odogu) per una linea a tre, il club si è interrogato a lungo sui possibili rimedi. Che erano essenzialmente due: o Allegri riusciva a riportarlo in linea di galleggiamento, oppure a gennaio la società avrebbe dovuto tornare obbligatoriamente sul mercato.
Ecco, appunto, quella necessità impellente non c'è più. L'ha eliminata De Winter con una serie di partite in cui ha preso sempre più confidenza. Il gol alla Roma, decisivo per un pareggio prezioso, è solo un valore aggiunto alla sostanza delle sue prove in questo periodo dove Pavlovic deve attendere la completa guarigione dopo la botta alla testa. Mettiamola così: se De Winter fosse ancora quello del 2025, al serbo sarebbe probabilmente stato chiesto di stringere i denti, con tutti i rischi del caso. Oppure, là sul centrosinistra, Allegri avrebbe proseguito a impiegare il duttile Bartesaghi. Allo stato attuale delle cose, invece, Koni ha imparato a diventare un ragazzo con fiducia e che dà fiducia. Fornendo due vantaggi: ha risolto un problema in rosa e permesso un risparmio al club. Dopo di che, mai porre limiti alle infinite strade del mercato: se entro lunedì prossimo salterà fuori un'occasione appetibile in termini tecnici e finanziari, nulla vieterà di provare a concretizzarla.
Buona la prima, a quanto pare. Tutto è possibile, certo, ma gli ultimi giri di lancetta della sessione invernale non stanno registrando particolari accelerate da parte della dirigenza. Il merito va diviso tra allenatore - che è riuscito a cucire un vestito più che presentabile addosso al belga - e ovviamente giocatore, bravo ad applicarsi per rispondere alle esigenze del tecnico e di quella che è attualmente la terza difesa del torneo. Questo non significa la certezza che da qui al 2 febbraio non arrivi nessuno: significa però che l'urgenza palpabile di un paio di mesi fa non esiste più, e che Tare non ha l'obbligo di portare a casa qualcuno. Diventa semmai un discorso di opportunità, perché quello è sempre valido: se ci si imbatte nell'occasione giusta, come dice Allegri "la dirigenza saprà farsi trovare pronta". Max però ultimamente ha anche chiarito di ritenersi a posto, mentre Tare giusto una decina di giorni fa rifletteva così: "Sicuramente staremo attenti, se c'è qualcosa che ci aiuterà. Lo faremo se c’è necessità, per il momento stiamo bene come stiamo".