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L'Inter ha festeggiato due volte a Seattle: per la classifica e per la prestazione

FIFA

La Coppa del Mondo per club non si presentava come una sfida semplice all’orizzonte per l'Inter. La chiusura di una stagione in cui aveva lottato su tutti i fronti non era stata quella sperata: la sconfitta in semifinale nel derby contro il Milan in Coppa Italia, la consacrazione agonica del Napoli in Serie A e la dolorosa caduta contro il Paris Saint-Germain nella finale di Champions League avevano disegnato un epilogo amaro per una grande annata. L’addio di Simone Inzaghi, il mentore tattico dei successi recenti, rappresentava anch’esso un colpo importante alla struttura della squadra.

Con poco tempo per recuperare a livello emotivo e per assimilare le idee di Cristian Chivu, storico difensore nerazzurro ora reinventato come allenatore ed erede della panchina dopo l’esperienza al Parma, l’Inter si è imbarcata per la Coppa del Mondo per club con l’obbligo di essere protagonista e il sogno di consacrarsi nella prima edizione del nuovo formato. La sfida, oltre a tre avversari pronti alla battaglia, si giocava anche all’interno dello spogliatoio.

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E il cammino non è stato affatto semplice per l’Inter. Il pareggio iniziale contro il Monterrey aveva fatto nascere dei dubbi, che la prestazione contro gli Urawa Red Diamonds sembrava confermare, nonostante la rimonta in extremis firmata da Lautaro Martínez e Valentín Carboni.

Per questo, lo scontro decisivo contro il River Plate era fondamentale: di fronte c’era un gigante del calcio sudamericano, con un allenatore di élite, che aveva bisogno della vittoria per garantirsi un posto nel turno successivo. Marcelo Gallardo, con l’identità riverplatense come bandiera, ha costruito una squadra pronta a lottare su ogni centimetro del campo: “Abbiamo mantenuto un’intenzione chiara di giocare e di pressare, contro una squadra che gioca bene, che è forte fisicamente e tecnicamente molto valida”, ha spiegato in conferenza stampa.

L’ostacolo era enorme per l’Inter, ma è stato proprio in uno scenario al limite, con l’urgenza del momento e un avversario pericoloso, che i Nerazzurri hanno mostrato il loro volto migliore. Con un Lautaro Martínez straordinario nel suo ruolo totale, centravanti ma anche creativo, degno del numero 10 che porta sulla schiena, la squadra di Chivu si è imposta per 2-0 grazie ai gol di Francesco Pio Esposito e Alessandro Bastoni.

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Yann Sommer, il portiere che nella scorsa stagione ha regalato più di una parata memorabile, ha celebrato la prestazione della sua squadra e crede che possa rappresentare un punto di svolta: È stato normale quello che ci è successo nelle prime partite" ha dichiarato a FIFA.com. "È stata una stagione in cui abbiamo lottato su tutti i fronti fino alla fine, poi siamo volati negli Stati Uniti. Non è stato facile, ma ci servivano alcuni giorni per entrare davvero nel torneo. Ora credo che siamo mentalmente dentro. Lo abbiamo dimostrato oggi, ed era molto importante.”

“No, per l’amor di Dio, non iniziamo a parlare di ‘Chivuismo’,” ha scherzato Cristian Chivu in conferenza stampa dopo la qualificazione. “Abbiamo giocato la partita con carattere e con il desiderio di prenderci i tre punti. Nel primo tempo ci hanno sorpreso con la loro aggressività, con la ferocia nel contendere i palloni vaganti. Abbiamo messo intensità e voglia nei contrasti, perché siamo forti e capaci di affrontare partite del genere. Abbiamo pareggiato la loro proposta, difeso bene e compreso i momenti della partita.”

L’Inter ha colpito nel momento giusto, dopo un primo tempo equilibrato contro un River costretto ad attaccare, anche per via delle notizie provenienti dall’altra sfida tra Monterrey e Urawa Red Diamonds. Il gol di Francesco Pio Esposito, con una splendida conclusione al 72’, ha finalmente superato la resistenza eroica di Franco Armani e ha confermato una tendenza chiara per l’Inter in questa Coppa del Mondo per club: il contributo dei giovani si sta rivelando fondamentale per le ambizioni nerazzurre.

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“È molto importante per la nostra squadra,” ha analizzato Sommer. “Sappiamo che sono giovani con tanta qualità, ma è altrettanto positivo che riescano a dimostrarlo sul campo. Hanno fiducia, giocano liberi e ci stanno dando una grande mano. Abbiamo alcune assenze per infortunio, ma ora i giovani possono mettersi in mostra, e lo stanno facendo bene.”

Valentín Carboni, 20 anni, era stato determinante segnando il secondo gol nella vittoria contro gli Urawa Red Diamonds, mentre contro il River sono stati decisivi Francesco Pio Esposito (19 anni) e Petar Sucic (21 anni). Il centrocampista croato, arrivato al club appena 20 giorni fa per affrontare il torneo nordamericano, ha cambiato il volto della partita e creato l’azione del primo gol. “Non mi sembra ancora vero. Quando la palla è entrata in rete, mi sono commosso. Sembra un sogno segnare il mio primo gol pochi giorni dopo il debutto,” ha riflettuto Pio Esposito.

Dopo aver superato una fase a gironi molto complessa, l’Inter ha ritrovato la sua miglior versione. Agli ottavi di finale affronterà il Fluminense, secondo classificato nel Gruppo F. “È stato molto importante vincere, è stata una partita difficile, e chiudiamo al primo posto nel girone. La Champions League è finita, fa parte del passato. Ora siamo in questo torneo, e partite come quella di oggi sono fondamentali per la mentalità della squadra, perché abbiamo giocato davvero bene. Abbiamo detto che siamo venuti qui per vincere il torneo, e oggi lo abbiamo dimostrato.”

Dove vedere le partite della Coppa del Mondo per Club

Tutte le partite della Coppa del Mondo per Club possono essere seguite gratuitamente su DAZN. È sufficiente registrarsi sulla piattaforma, dove è anche possibile accedere on demand alla trasmissione degli incontri già conclusi.