La carica giusta nel momento decisivo. Alla vigilia del Chelsea (qui il nostro focus sulla partita), una partita che può valere una stagione per il Napoli, Antonio Conte ne ha per tutti. E lo fa anche sorridendo, rispondendo con serenità anche alle provocazioni del recente passato. Parla di mercato, di tattica, di come strutturare una squadra. Ma soprattutto risponde a Spalletti e Diego Costa. E partiamo proprio da qui. "Spalletti ha detto che ha battuto gli ex campioni d’Italia? Me lo state dicendo voi, per me è una frase infelice. Ha mancato di rispetto e io non mi sarei permesso. Spalletti è un grandissimo allenatore ma forse dovrebbe state più attento quando parla. Non può dirlo perché mancano ancora 16 partite, poi se ci ha visto così male... ci ha tolto già lo scudetto, dispiace perché abbiamo fatto tanto per cucirlo e serve rispetto. Gli auguro buona fortuna". E al suo ex giocatore del Chelsea ha detto. "Non mi interessa cosa ha detto, non perdo tempo e energie a leggere cosa dice la gente di me. Io ricordo che con lui ho vinto una Premier e che lui aveva chiesto la cessione tre volte nel corso di una stagione. Poi cosa abbia fatto dopo il Chelsea non lo so…".
E allora meglio parlare di presente e di Chelsea, sfida da vivere ancora in emergenza totale. "Al peggio non c’è mai fine, però dobbiamo essere ottimisti – sottolinea sorridendo -. Non possiamo sapere se ci saranno situazioni peggiori. Pensavamo di aver visto tutto a dicembre… e invece… Lo dicevo quando stava emergendo Neres ed eravamo già in crisi numerica. E invece ora Neres si è operato. Credo di avere esperienza, quanto accaduto quest’anno ha dell’inspiegabile. Ogni anno tutte le squadre hanno degli infortuni, di solito sono muscolari, due settimane, tre settimane, poi rientrano. Avere infortuni da operazione, articolari, lì è difficile da spiegare. Il fatto che Lukaku sia stato fuori 6 mesi, De Bruyne starà fermo per 5, Gilmour si sia operato di pubalgia… è tutto difficile da spiegare. Pure Neres, a cui speravamo non accadesse niente, è stato operato alla caviglia, Anguissa si strappa in nazionale e si ferma quattro mesi, è difficile da gestire. Ora incrociamo le dita. L’emergenza non è finita ma è peggiorata, abbiamo comunque vinto una Supercoppa intanto e non dimentichiamolo, i ragazzi stanno facendo qualcosa di straordinario ma passa inosservato. Se partissimo oggi, o un mese fa, con questa rosa, molti si chiederebbero 'ma dove vanno?' invece lottiamo, a testa alta. Diamo tutto, compreso a Torino: il risultato è stato molto bugiardo ma abbiamo preso la legnata, non siamo stati dominati per niente, non ci ha dominato nessuno quest’anno e andremo a testa alta senza paura di niente e di nessuno sempre".
Poi indicazioni di mercato, partendo dalla possibilità di giocare con due punte in futuro ora che è tornato Lukaku. "Posso valutare tante soluzioni, ce ne sono anche tante altre – ha ammesso Antonio -. Senza Neres non abbiamo creatività, ma vediamo sul mercato se troviamo qualcosa di creativo perché i due 10 dietro la punta servono di creatività, bravi a saltare l’uomo. Se non dovesse accadere, il recupero di Lukaku speriamo sia al 100% perché il ragazzo non lo è ancora. Gli ho dato 10 minuti ma non esprime la sua forza al massimo. È arrivato Giovane... il compromesso è di chiamarlo Giò, ci può dare una mano anche da 10, anche se al Verona giocava più da seconda punta. Quando ci sarà il recupero di Anguissa, che sembrava imminente ma ha allungato i tempi per una problematica alla schiena, vedremo. Io le idee le ho ma bisogna avere i calciatori effettivi. Oggi noi siamo gli stessi della Juve, delle gare precedenti, ci auguriamo che qualcuno esca dall’infermeria: Gilmour, lo stesso Frank…".
Antonio poi ammette. "Stiamo facendo il massimo, il peccato è per l’occasione persa a Copenaghen, dove non siamo stati bravi. Ma inutile guardare indietro ora, pensiamo al Chelsea che è la squadra campione del mondo. Dovremo cercare di giocarci tutto il possibile sapendo che possiamo contare su un alleato forte che è il Maradona e non dobbiamo sottovalutarlo. Il tifoso sa che al di là del risultato dovrà essere decisivo, sappiamo cosa significa giocare da noi col sostegno dei tifosi, sarebbe bello vedere un'onda azzurra che ci spinge". Già, perché per dirla alla McTominay "può essere la gara della svolta della stagione". E il Napoli non vuole più sbagliare.