Un testo di legge che parte dall’esperienza di chi la strada la vive ogni giorno. È lo spirito che guida la proposta di legge sulla sicurezza dei ciclisti, con primo firmatario il deputato Roberto Pella, presidente della Lega ciclismo professionistico e vicepresidente dell'Anci (l'associazione dei comuni italiani). Un documento nato dal confronto con alcune figure di grande esperienza in materia, come il prefetto Roberto Sgalla, già direttore centrale della Polizia Stradale e presidente dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, ed Eugenio Amorosa, già primo dirigente della Polizia di Stato, unitamente a numerosi altri prefetti e rappresentanti delle forze dell’ordine in servizio, sindaci e presidenti di provincia, autorità sportive. Secondo i dati ufficiali, sono stati oltre 16.000 gli incidenti che hanno coinvolto ciclisti nel 2025, e al 21 dicembre, i morti erano 217 contro i 185 del 2024 (sono cifre dell'Asaps, l'associazione amici della Polizia Stradale).
La proposta di legge, presentata a luglio e identificata con il numero 2489, è composta di quattro articoli che intervengono per rafforzare la sicurezza dei ciclisti.
Ciclisti affiancati: fuori dai centri abitati, se la strada è sufficientemente larga (almeno 1,5 metri di distanza laterale per il sorpasso), i ciclisti possono procedere affiancati fino a due e in gruppi di massimo dieci persone.
Casco obbligatorio per chi usa calzature vincolate e per i minorenni: chi utilizza biciclette con pedali o scarpe con tacchetti che fissano i piedi al mezzo deve indossare il casco, tenendolo correttamente allacciato. Il casco è sempre obbligatorio per chi ha meno di 18 anni, sia che utilizzi la bicicletta sia che venga trasportato.
Obbligo luci: i ciclisti devono avere accesa una luce posteriore rossa sempre visibile, in ogni condizione di giorno o di notte. Sui velocipedi sportivi, di notte, devono essere presenti anche luci anteriori bianche.
Formazione e cultura della sicurezza: inserimento, all’interno dei corsi e dei test per il conseguimento della patente di guida, di contenuti riguardanti la sicurezza dei ciclisti e il rispetto degli stessi da parte degli altri utenti della strada.
Telaio con numero di identificazione: ogni bicicletta prodotta dovrà riportare un codice identificativo.
Negli ultimi mesi si sono intensificati molteplici incontri: direttori di corsa, organizzatori delle più importanti corse italiane, come ad esempio Rcs Sport, l’Associazione Direttori Sportivi (Adispro), l’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti (Accpi), le associazioni a tutela dei ciclisti, i presidenti delle Commissioni della Lega del Ciclismo Professionistico (di cui Pella è presidente) e la Federazione Ciclistica Italiana. Come per la modifica all’articolo 9 del Codice della Strada, in merito alla semplificazione organizzativa delle corse, avvenuta sempre su iniziativa del deputato Pella e approvata all’unanimità in Parlamento a maggio, anche la proposta di legge sulla sicurezza dei ciclisti è stata condivisa e sottoscritta da tutti i rappresentanti delle forze politiche: il presidente della Commissione Trasporti, Salvatore Deidda, e tutti i capigruppo di maggioranza – Carmine Fabio Raimondo, Elena Maccanti, Andrea Caroppo, Franco Tirelli– e di opposizione – Anthony Emanuele Barbagallo, Antonino Iaria, Giulia Pastorella, Luca Pastorino, Maria Chiara Gadda e Franco Manes. Oltre ad esperti di organizzazione e direzione delle corse, sono stati coinvolti i grandi campioni del ciclismo: Francesco Moser, Giuseppe Saronni (vicepresidente della Lega Ciclismo), Vincenzo Nibali, Gianni Bugno, Maurizio Fondriest, Alessandro Ballan, Paolo Bettini, Claudio Chiappucci.
Sarà valutata l’opportunità di prevedere, anche per mezzi pesanti e furgoni, l’obbligo di dotarsi di strumenti di rilevazione laterale, posteriore e per gli angoli ciechi, così come proposto dalle associazioni a tutela dei ciclisti. Inoltre, sarà condiviso l’invito di sindaci e presidenti di provincia – in rappresentanza di Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e Upi (Unione Province Italiane), con cui la Lega Ciclismo ha siglato protocolli d’intesa – che chiedono finanziamenti straordinari per incentivare la realizzazione di corsie ciclabili nelle nuove strade o in quelle oggetto di significativa riqualificazione con una larghezza di due metri e mezzo in modo da permettere il transito nei due sensi. Su questo tema, in primavera, si terrà un convegno a Treviso, promosso dal presidente Roberto Pella insieme al sindaco Mario Conte, presidente di Anci Veneto e vicecoordinatore nazionale.
"Ringrazio tutte le autorità, il Governo e i colleghi parlamentari che hanno voluto sottoscrivere il testo – ha spiegato Roberto Pella –, le istituzioni e gli enti che, ciascuno per propria competenza ed esperienza, hanno partecipato alla stesura del disegno di legge. In particolare, voglio sottolineare la disponibilità dei campioni del mondo che oggi “non appendono la bici al chiodo”, ma si mettono a disposizione di un movimento che vuole tornare protagonista nel nostro Paese e che, grazie a un protocollo con Upi (unione delle province italiane, ndr), coinvolgeremo nella sensibilizzazione all’educazione stradale nelle scuole superiori». Un impianto normativo che punta non solo a introdurre nuovi obblighi, ma a diffondere una cultura della sicurezza e del rispetto, riconoscendo il ruolo del ciclismo come disciplina sportiva, mezzo di trasporto e strumento di mobilità sostenibile. "Per questo – conclude Pella – sono certo che, grazie al supporto del Governo e al lavoro della Commissione Trasporti della Camera, riusciremo a far approvare queste proposte nei primi mesi dell’anno".