Se cercate frammenti del primo Pio basta andare su YouTube e scrivere "Cagliari-Inter Under 19". Il giorno in cui Chivu consegnò la fascia al suo pupillo e gli disse "vai, fammi vedere di che pasta sei fatto". Pio lo ripagò con una tripletta dove c’è gran parte di ciò che vediamo oggi tra Serie A, Champions e Nazionale, tra sponde e gol da centravanti.
Repertorio. Il primo è un colpo di testa simile a quello visto contro il Pisa, il secondo è un sinistro di rapina dopo aver sbagliato il primo controllo, mentre l’ultimo, il più bello, è un destro al volo dal limite dritto all’incrocio. L’Inter vinse 3-2, Esposito aveva 17 anni e si mostrò così alla Primavera, inconsapevole che da lì a qualche tempo sarebbe stato l’unico di quei ventidue a strappare un coro della curva: "Pio gol, Pio gol, Pio gol…". Lo stesso riservato a Christian Vieri per una vita, cambiando solo il nome. Esposito ha sorriso, ha ringraziato la nord e poi ha alzato lo scudo, facendo leva sull’umiltà del ventenne alla prima stagione in Serie A: "Ne sono onorato, è un orgoglio, ma i paragoni non mi piacciono…". L’ha chiusa così. Il ragazzo del rione Cicerone, quartiere di Castellammare di Stabia dov’è cresciuto insieme ai fratelli, s’è fatto uomo e adesso mostra i muscoli a tutto il campionato. Ci si chiede quanto valga, dove può arrivare e se tra dieci sarà ancora il centravanti dell’Inter. Il nome Pio ormai è stranoto quanto il suo 94 sulle spalle, numero insolito: "È legato al quartiere in cui sono nato. Quando entri c’è un murale con scritto "Cicerone 94". Il giorno in cui ho pensato a quale numero scegliere, mi è venuto in mente questo. È una dedica al mio rione". Dove ha fatto ristrutturare il campetto di cemento dove giocava insieme a Sebastiano e Salvatore. Lo stesso dove in estate, durante i giorni del Mondiale per Club, hanno piazzato una tv per vederlo giocare in America, dove spera di tornare con l’Italia (playoff permettendo…).
I numeri sono dalla sua: Esposito ha segnato tre gol in Serie A, uno in Champions League, un altro in Coppa Italia e servito sei assist, quattro di questi a capitan Lautaro (tre in campionato e uno nella grande coppa). Il suo gioco - fatto di sponde di prima, presenza in area di rigore e quindi cross a raffica e infine duelli aerei costanti - favorisce sia Lautaro, come visto a Udine o contro il Pisa, sia l’atteggiamento… del portiere. Quando c’è Pio, Sommer o Martinez si affidano al lancio lungo. Intuibile, vista la stazza, ma anche una chiave diversa per attaccare la porta. Un esempio palese è stato ad Amsterdam, nel 2-0 all’Ajax, dove l’Inter ha prodotto diverse occasioni sfruttando la corsa in profondità di Thuram, liberato proprio dai movimenti di Pio. Il gol di Lautaro a Udine, infine, è nato proprio grazie a una sponda di prima dell’azzurro. Uno così, in un attacco da 69 gol stagionali di cui 50 in campionato, l’Inter non ce l’ha.
Per l’Inter è un patrimonio. In estate ha respinto la corte di diversi club - tra cui un’offerta di 50 milioni…. - garantendogli il giusto impiego dopo un bel Mondiale per Club: fin qui ha giocato 1134 minuti in tutte le competizioni. Il contratto, un milione netto, è fino al 2030. Esposito avrà 25 anni e sarà anche la punta della Nazionale, con cui ha già segnato 3 gol in 5 partite. Il ragazzo del Cicerone s’è fatto grande.