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Inter in fuga? Il calendario aiuta Chivu. Ma occhio allo stress Champions

Gazzetta

In poltrona si apprezza anche meglio: al termine di un lungo weekend di riposo, necessario e rigenerante dopo il 6-2 al Pisa, l’Inter spegne la televisione con il sorriso di chi si è goduto la domenica perfetta. Dopo il Napoli, battuto a Torino dalla Juve, ha rallentato anche il Milan, frenato dalla Roma. Non si chiama più progetto, si chiama realtà: è la prima vera fuga del campionato, mai così chiara nelle distanze in classifica. Cinque punti di vantaggio sui rivali cittadini non sono un margine decisivo, visto che ne restano sul mercato altri 48 da rastrellare da qui alla chiusura delle contrattazioni, ma rappresentano un forte indizio: la capolista, che i tifosi chiedevano orgogliosi di “omaggiare” al termine del pirotecnico venerdì di San Siro contro Gilardino e Moreo, ha sfruttato le coincidenze del calendario per scattare verso lo scudetto. 

D’altra parte i giocatori dell’Inter se lo stanno ripetendo da settimane: tra gennaio e febbraio si sarebbe creata l’occasione per allungare. Bastava coglierla con la leggerezza e la normalità predicate da Cristian Chivu, deus ex machina del nuovo corso. Per una squadra che ha dimostrato di soffrire gli scontri diretti ma che al contrario sa gestire (o dominare) le avversarie che non frequentano i salotti buoni del campionato, la spirale positiva innescata dalle partite abbordabili andava solo assecondata. Il momento era e rimane molto propizio se pensiamo che domenica prossima l’Inter gioca in casa della Cremonese, battuta ieri dal Sassuolo e in evidente calo di rendimento (3 punti nelle ultime 8 giornate, ultima vittoria il 7 dicembre contro il Lecce). Ma anche dopo, il mese dell’Olimpiade di Milano-Cortina promette torce di felicità al tedoforo Chivu: a parte la grande sfida di San Siro contro la Juventus, al momento prevista per il 15 febbraio, l’Inter affronterà il Sassuolo e il Lecce, per poi tuffarsi dentro a marzo offrendo ospitalità al Genoa. 

Nessun risultato è mai scontato in Serie A, chiaro. Si è capito proprio venerdì scorso quando un errore di Sommer e una distrazione collettiva hanno mandato il Pisa avanti di due gol. Ma l’Inter sta marciando a ritmi forsennati dalla terza giornata, cioè dall’assurda sconfitta rimediata nel recupero a Torino contro la Juve: 2,57 punti di media nelle successive 19 partite, ossia un girone intero. Con questo passo potrà superare di slancio quota 90, che non può non valere lo scudetto. L’importante è non abbassare l’attenzione nel cumulo di impegni: senza nemmeno contare il Mondiale per club dello scorso giugno, che ha decurtato la preparazione estiva, l’Inter ha giocato già 31 partite in questa stagione ed è ancora in corsa sul triplo fronte. A differenza del Milan, la prima inseguitrice, che può concentrare tutte le energie solo sul campionato. 

Adesso però per tre giorni Chivu non parlerà più di certe beghe di condominio. Mercoledì l’Inter chiuderà a Dortmund il girone di Champions League e, dopo tre sconfitte di fila che l’hanno scacciata dalla Top 8, cercherà di strappare il difficile pass per gli ottavi senza passare per la tagliola dei playoff: l’andata degli spareggi, tra l’altro, capiterebbe subito dopo la partita contro la Juventus. Battere il Borussia, sperando negli incastri favorevoli degli altri risultati, è anche un’assicurazione contro lo stress che può costare punti preziosi in campionato. E poi nel piano industriale condiviso con la società, il passaggio alla seconda fase di Champions è un obiettivo esplicito, soprattutto per gli 11 milioni che arricchirebbero la voce ricavi del bilancio.