Nella smorfia il numero 1 è l’Italia ma il milanista non si inganna: con un gol a partita, l’Italia non si conquista. Il Milan in cinque delle ultime sei partite ha segnato un gol, contro Cagliari, Genoa, Fiorentina, Lecce e Roma. In mezzo, i tre gol a Cagliari, che sono parenti di Pinocchio: bugiardi, perché arrivati in una partita in cui il Milan ha calciato poco in porta. L’Inter, con i suoi 50 gol in 22 partite, è un altro mondo. L’Olimpico ha sottolineato l’antico difetto e aggiunto un particolare: per una sera, nessuno degli attaccanti ha funzionato per davvero. Allegri ha cominciato con Leao e Nkunku, poi li ha cambiati insieme a 22 minuti dalla fine: dentro Pulisic e Füllkrug. Tiri in porta: uno di De Winter, uno di Rabiot. Non può bastare.
Il Milan ha chiuso con 0,44 di expected goals, numero che – detto semplice – significa scarsa produzione offensiva. Svilar, al netto degli episodi, ha vissuto una serata tranquilla. La serata di Nkunku, Leao, Pulisic e Füllkrug non è semplice da analizzare, perché il Milan ha avuto poco il pallone e, quando lo ha avuto, non ha creato per loro. Il numero più impressionante: Nkunku ha toccato 13 palloni in 69 minuti. Una siccità da Sahara, da giocatore fuori dal gioco. Leao è stato molto più coinvolto ma ha giocato tanto spalle alla porta – 7 sponde – ed è andato a cercarsi il pallone a sinistra, dove Allegri lo ha depistato all’inizio, oppure nella metà campo di Maignan. Rafa continua a non sprintare e sarà al 60% della condizione, forse meno. E allora, di questa partita, più che uno scatto, resta una scena: Leao che prova un colpo di tacco a fine primo tempo e Allegri che, furioso quanto basta, manda a scaldare Pulisic per direttissima. Rafa e Max, diciamo, hanno priorità diverse.
Pulisic e Füllkrug non hanno fatto meglio. CP non segna dal 28 dicembre e siamo a un mese: il Milan non è abituato. Non sta benissimo nemmeno lui, questo è chiaro, e si vede. Quanto a Füllkrug, il lavoro per la squadra non si discute ma non era questa la partita per lui. "Tutti e quattro sono giocatori importanti – ha detto Allegri dei suoi attaccanti -. Nel momento in cui ho fatto le sostituzioni, Leao e Nkunku stavano crescendo, ma avevo bisogno di un saltatore e della cattiveria di Pulisic, che poteva chiudere la partita. Poi come sempre io penso una cosa e ne succede un'altra…". È il calcio, Allegri lo sa meglio di tutti.
E adesso, chi giocherà contro il Bologna e in primavera? Pulisic e Leao per Allegri sono i titolari ma tanto dipenderà dalla condizione fisica. Il Milan da agosto non ha mai avuto quattro attaccanti in buona condizione, quasi mai ne ha avuti tre, tante volte non ne ha avuti nemmeno due… e questo sposta. Allegri non ne farà una questione di principio – per lui, più che per altri allenatori, chi finisce la partita conta quasi più di chi la inizia – ma ha una certezza stampata in testa: una squadra che segna un gol a partita non può vincere lo scudetto e nemmeno andare in Champions. Un quiz per la buona notte: quando è stata l’ultima volta che il Milan ha segnato con due attaccanti diversi nella stessa partita di campionato? Milan-Verona, 28 dicembre, Pulisic e Nkunku. E’ anche l’unica.