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Juventus-Galatasaray, Spalletti ritrova Icardi e Osimhen: dalle frizioni con Maurito all'Inter al feeling con il nigeriano a Napoli

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Lo spareggio Champions tra Juve e Galatasaray porta Luciano Spalletti ad incrociarsi coi due 9 allenati ad Inter e Napoli: feeling burrascoso con Mauro Icardi, dolcissimo - con annesso Scudetto - quello con Victor Osimhen.

I sorteggi europei regalano spesso reunion romantiche, o quantomeno intriganti.

È il caso di quella che vedrà protagonista Luciano Spalletti da una parte e Mauro Icardi e Victor Osimhen dall'altra, ad accendere il Playoff Champions tra Juventus e Galatasaray sancito dall'urna di Nyon.

Nel doppio incrocio tra bianconeri e turchi il nastro si riavvolgerà inevitabilmente ai binomi tra l'allenatore di Certaldo e l'argentino all'Inter ed a quello col bomber nigeriano al Napoli, quest'ultimo fruttato uno Scudetto che sotto al Vesuvio mancava dall'era Maradona.

Un duplice incastro che alimenta pepe ed interesse attorno a Galatasaray-Juve e Juve-Galatasaray, match di andata e ritorno che stabiliranno chi volerà agli ottavi e chi saluterà la Champions a fine febbraio.

SPALLETTI-ICARDI: 'T'AMO E T'ODIO'

Chi avrebbe immaginato, alla luce degli auspici che hanno caratterizzato la nascita della convivenza, che tra Spalletti e Icardi finisse in burrasca?

La bellezza di 29 goal segnati nel 2017/2018, prima stagione del tecnico toscano sulla panchina dell'Inter, lasciò presupporre che il matrimonio potesse regalare frutti monstre. Invece ci si mise la telenovela legata al rinnovo, con Wanda Nara (all'epoca moglie e agente di Maurito) a gettare benzina su un feeling che - tra errori e casi vissuti sul campo, nel quotidiano e in chiave mercato si sgretolò gradualmente.

LA FASCIA DA CAPITANO TOLTA E LE FRASI SULLA MAGLIA

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A febbraio 2019 l'episodio più forte, ossia la fascia da capitano tolta dal braccio di Icardi e consegnata a Samir Handanovic: si trattò della goccia che fece traboccare un vaso già ricolmo di ruggini, sfociato nelle parole al vetriolo di Spalletti dopo il match con la Lazio per il quale l'argentino - nonostante si tentò di ricucire lo strappo, accentuato anche da una lite tra allenatore e attaccante - non fu convocato.

"Oggi, per come si è comportato, è giusto che Mauro stia fuori. Gli eventi sono sotto gli occhi di tutti, dentro gli spogliatoi ci sono gli altri. Poteva giocare anche un tempo, ma con la Lazio era giusto giocassero gli altri. C’è da avere credibilità all’interno dello spogliatoio, essendo anche un po’ forti. Per quanto mi riguarda è 22 anni che ho credibilità con i miei calciatori, loro sanno raccontare la mia storia".

"La mediazione del legale? Una cosa umiliante per gli sportivi e per i tifosi interisti. Non so come valutare la situazione, pensate a cosa vuol dire fare una trattativa con un giocatore per convincerlo a vestire la maglia dell’Inter".

"Icardi doveva stare una partita fuori. Ora tornerà in gruppo e poi vedremo. Solo Messi e Ronaldo fanno la differenza. È la disciplina la vera forza di una squadra e di un professionista, quella che bisogna avere verso sé stessi e verso il contesto in cui si lavora".

"Quante partite abbiamo perso così anche con lui in campo? Non bisogna portare su questo piano il discorso. Gli altri giocatori meritano allo stesso modo. In alcune situazioni bisognava avere la giusta tensione ed essere più tranquilli. Ho lasciato fuori altri calciatori per molto meno di quanto è successo, i fatti sono davanti agli occhi di tutti".

DEADLINE CON DUPLICE ADDIO

La deadline fu amarissima: Icardi tornò a giocare sul gong del campionato e sbagliò un rigore decisivo ai fini della corsa Champions, in estate sia lui che Spalletti lasciarono l'Inter: se Big Luciano venne esonerato in favore di Conte, l'argentino provò in tutti i modi a recuperar punti giurando amore ai colori nerazzurri. Niente da fare: con la regia di Wanda, fu ceduto al PSG.

CON OSIMHEN SCINTILLA TRICOLORE

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Momenti, dinamiche ed eventi diametralmente opposti, invece, li ha regalati la liaison con Osimhen. Dal nerazzurro all'azzurro, che ha funto da cornice ad un biennio - in termini realizzativi e di impatto sul mondo Napoli - a dir poco devastanti: 31 goal nel 2022/2023, 17 - con Scudetto riportato in città - nel 2023/2024 dominato dalla squadra trascinata dal 9 nigeriano e da Khvicha Kvaratskhelia, capace di ricucire il tricolore addosso a Partenope.

Dall'estate post-titolo la love story tra Osi e i campani si è iniziata a sgretolare quasi in stile Icardi, fino alla cessione del 9 proprio al Galatasaray (prima in prestito, poi in via definitiva). Ma Spalletti, nel frattempo, aveva già salutato.

Resta così il ricordo di un qualcosa di storico compiuto insieme, impreziosito dall'impresa che un intero popolo sognava di riassaporare dalle magie di Diego e regalato dal capolavoro compiuto dal toscano - anche - in sinergia con Victor, tra reti e mascherina divenuto idolo incontrastato del Maradona fino alla successiva rottura.

REUNION IN CHAMPIONS

Adesso i protagonisti dell'intreccio si ritroveranno da avversari, con presupposti e sensazioni agli antipodi: la reunion Spalletti-Icardi andrà monitorata a caccia di - in un senso o nell'altro - colpi di teatro, pressoché scontato invece ciò che caratterizzerà quella con Osimhen: sul campo sarà Juve contro Galatasaray, ma mente ed animi della triade preannunciano partite nelle partite.