È il giochino più vecchio del mondo, quando si parla di rivalità sportive: è più forte Questo o Quello? La domanda, ovviamente, corre sulla bocca di tutti gli appassionati ora che Alcaraz ha vinto la finale degli Us Open battendo Sinner e prendendosi la rivincita di Wimbledon, dove aveva trionfato Jannik, e dopo averlo già sconfitto per il titolo al Roland Garros.
L’analisi del loro confronto non può che partire dai numeri. Se il riferimento sono solo i confronti diretti, allora applicando la fredda logica Alcaraz è più forte: è avanti 10-5 e ne ha vinti sette degli ultimi otto. Però negli ultimi due anni si sono divisi equamente gli Slam, due a testa, e Sinner in carriera ha fin qui trascorso 65 settimane al numero 1 e Alcaraz solo 37. Inoltre a Parigi e a Londra, su quella terra e su quell’erba che erano considerate superfici favorevoli allo spagnolo, la Volpe Rossa ha mancato la doppietta per un punto, non avendo sfruttato tre match point in finale al Roland Garros.
Sinner è un giocatore molto diverso da Alcaraz, ha meno varietà, e non potrà mai assomigliargli. Al di là delle diverse doti naturali nel tocco, l’azzurro è meno naturalmente portato a ricercare soluzioni fantasiose, ma dopo la sconfitta di New York, lucidamente, ha dimostrato di esserne consapevole e di voler lavorare per accorciare il gap da quel punto di vista. In carriera, tuttavia, Sinner ha mostrato una continuità di rendimento e una capacità di tenere sempre alto il livello che al rivale è spesso mancata e che solo agli Us Open ha cominciato a manifestare: si tratterà di capire se siamo davvero di fronte a un cambiamento decisivo nell’approccio alle partite di Carlitos. D’altra parte entrambi sono consapevoli che non possono permettersi di difendersi, devono essere sempre aggressivi. Alcaraz in finale a New York ha giocato a un livello mostruoso contro un Sinner stavolta dimesso. Ma non si può dimenticare che Jannik ha giocato 4 finali Slam nello stesso anno (e cinque di fila, imprese che all’avversario non sono ancora riuscite), ne ha vinte due, ne ha persa una con 3 match point a favore. L’idea che ci possa essere un divario piuttosto netto come quello di New York popolerà i suoi pensieri nei prossimi mesi: Sinner non si accontenterà certo di restare secondo, e reagirà da grande campione. E Alcaraz e il suo team ne sono consapevoli. Perciò il discorso su chi sia il più forte riprendiamolo alla fine delle rispettive carriere e godiamoci una rivalità che rinnova l’eterna leggenda del tennis.