Le dichiarazioni dell'allenatore azzurro alla vigilia della sfida di Champions League tra il Napoli e il Chelsea, ultimo appuntamento della League Phase delle due squadre.
Il Napoli si prepara alla sfida contro il Chelsea, in programma domani sera al Maradona e valida per l’ottava e ultima giornata della League Phase di Champions League.
Gli azzurri sono reduci dal pari per 1-1 a Copenaghen e devono fare punti contro i Blues per ottenere la qualificazione ai playoff e proseguire il cammino in questa edizione della competizione.
Alla vigilia della gara, Antonio Conte è intervenuto ai microfoni di Sky Sport e in conferenza stampa per presentare la sfida tra Napoli e Chelsea, squadra che il tecnico salentino ha guidato dal 2016 al 2018.
"Parliamo di serate di Champions, affrontiamo una squadra forte come il Chelsea e sarà sicuramente una bella partita, emozionante. Ho avuto il piacere di allenare il Chelsea per due anni, ci siamo tolti soddisfazioni vincendo Premier ed FA Cup.
So quali sono le idee del club. Noi ci arriviamo con la giusta voglia e determinazione, ma anche consapevolezza. Sappiamo di giocarci tutto in questa partita, conosciamo la forza dell'avversario ma questo ci fa avere rispetto degli avversari.
Al tempo stesso andiamo avanti per la nostra strada sapendo che ciò che stiamo facendo è qualcosa di importante e domani sera dovremo dare tutto, uscendo a testa alta dallo stadio. Poi vediamo quale sarà il risultato e se riusciremo ad arrivare ai playoff".
Conte ha poi aggiunto:
"Al peggio non c'è mai fine (ride, ndr), ma bisogna essere ottimisti. Pensavamo di aver visto tutto a dicembre, c'era un giocatore che usciva e diventava determinante per noi come Neres che invece s'è operato. Bisogna essere ottimisti, ma anche preparati al peggio, il nostro compito è questo anche quando le cose non vanno per il verso giusto. Quando il vento te lo trovi contrario ci sono onde alte, altrimenti sono bravi tutti.
Io ho un gruppo di calciatori che è pronto ad andare avanti. Non possiamo rimproverarci niente, stiamo dando tutto, quello che è mancato forse... ma inutile guardare al passato, col Copenaghen potevamo sistemare la situazione e non siamo stati bravi".
"Quando ci sono partite così, contro la Juventus e contro i top club, si spendono molte energie mentali. Ieri abbiamo fatto allenamento e recuperato, oggi prepareremo con i giusti carichi. Non ci sono novità particolari, quelli che eravamo prima siamo adesso. Alla fine dobbiamo sdrammatizzare… Dovremmo essere gli stessi della partita con la Juventus".
Sull'infermeria:
"Abbiamo Olivera, Spinazzola e Gutierrez. Olivera è fresco, Spinazzola viene da tante partita Devo decidere fra questi tre e l'altro sicuramente entrerà".
Poi prosegue:
"Se non dovesse accadere il recupero di Lukaku speriamo sia al 100% perché il ragazzo non è al 100%. Gli ho dato 10 minuti ma non esprime la sua forza al massimo. Non è tornato al 100%, avendo avuto un distacco del tendine non è una cosa proprio semplice.
È arrivato Giovane, ci può dare una mano sia da 10 anche se al Verona giocava più da seconda punta.
Quando ci sarà il recupero di Anguissa, che sembrava imminente ma ha allungato i tempi per una problematica alla schiena, io le idee le ho ma bisogna avere i calciatori effettivi.
Oggi noi siamo gli stessi della Juventus, delle gare precedenti, ci auguriamo che qualcuno esca dall'infermeria: Gilmour, lo stesso Anguissa... Poi non ne abbiamo altre particolari, Rrahmani e Politano sono di poco conto".
"Loro hanno la possibilità di spendere per giocatori di 22 anni magari 120-130 milioni. Basti pensare a Caicedo e Fernandez presi a 250 milioni. A prendere Estevao a 60 milioni siamo tutti bravi...
Vorrei farlo anche io col mio presidente, ma ci sono solo certe società che possono farlo. In Italia non si può fare, nessuno.
In Inghilterra ci sono tante squadre che possono farlo. In Spagna anche il Real Madrid, che prese Vinicius a 70 milioni quando aveva 17 anni.
Bisogna fare discorsi veritieri, ci sono realtà diverse e quella inglese è molto diversa rispetto alla nostra. Se costruisci una squadra giovane poi negli anni diventa ancora più forte e dominante".
"Noi dobbiamo guardare le cose in modo ottimistico, guardare sempre la parte migliore. Nessuno di noi pensa di uscire dalla Champions. Poi però veniamo da sette partite e noi siamo all'ultima con la possibilità di giocarci la possibilità di andare avanti. C'è voglia di farlo, perché rappresenta prestigio.
Domani avremo lo stadio pieno, il pubblico dovrà far sentire cosa significa giocare al Maradona e noi dovremo dare il massimo per andare oltre l'ostacolo.
Poi uno riflette, stiamo affrontando queste situazioni con una rosa molto esigua. Dovesse cominciare oggi il campionato, tutti metterebbero il Napoli fra l'8° ed il 10° posto, perché è una situazione molto difficile.
C'è voglia di lottare però, voglia di sbalordire così come fatto in Arabia in Supercoppa. Alla lunga questa situazione non puoi non pagarla. Vediamo cosa accadrà".
"Spalletti ha definito il Napoli la squadra ex campione d'Italia? Se ha detto una cosa del genere non è stata una frase felice.. è stata una frase infelice, noi abbiamo ancora lo Scudetto sul petto e bisogna portare rispetto. Io non mi sarei mai permesso di dire una cosa del genere verso un'altra squadra.
Lo sento ora e mi dispiace perché Luciano Spalletti è un bravo allenatore, ma deve stare un po' più attento quando parla.
Non può dirlo perché mancano ancora 16 partite, poi se ci ha visto così male... Ci ha tolto già lo Scudetto, dispiace perché abbiamo fatto tanto per cucirlo e serve rispetto, in bocca al lupo a lui!".
"Posso valutare tante soluzioni, ce ne sono anche tante altre, senza Neres non abbiamo creatività, ma vediamo sul mercato se troviamo qualcosa di creativo perché i due 10 servono di creatività, bravi a saltare l'uomo".
"Credo di avere esperienza, quanto accaduto quest'anno ha dell'inspiegabile. Ogni anno tutte le squadre hanno gli infortuni, di solito sono muscolari, due settimane, tre settimane, poi rientrano, avere infortuni da operazione, articolari: lì è difficile da spiegare.
Il fatto che Lukaku sia stato fuori 6 mesi, De Bruyne da 5, Gilmour pubalgia, Neres speravamo proprio non accadesse niente e poi operato alla caviglia. Anguissa si strappa in nazionale 4 mesi, è difficile da gestire.
Non posso piangere e perdere energie, devo concentrarmi su quelli che ho e cercare soluzioni, ma sfido chiunque a portarmi una squadra con queste problematiche e siamo a metà anno, incrociamo le dita.
L'emergenza non è finita ma è peggiorata, abbiamo vinto una Supercoppa intanto e non dimentichiamolo, i ragazzi stanno facendo qualcosa di straordinario ma passa inosservato.
Se partissimo oggi, o un mese fa, con questa rosa, molti si chiederebbero "ma dove vanno?". Invece lottiamo, testa alta, diamo tutto, compreso a Torino con il risultato molto bugiardo ma abbiamo preso la legnata, non siamo stati dominati per niente, non ci ha dominato nessuno quest'anno e andremo a testa alta senza paura di niente e di nessuno quando si dà il massimo".
"Onestamente io non perdo energie leggendo o seguendo cosa si dice sui giornali. Nel calcio ci sono persone intelligenti e stupide, io non perdo il mio tempo per leggere cosa dicono.
Costa è stato con me una stagione, io posso parlare di calcio. Abbiamo vinto il campionato e poi è andato via tre volte nella stessa stagione. Dopo poi non so cosa è successo".