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Musetti: "Fino al 2-0 la miglior partita mai giocata. Non capisco come mi sia fatto male, sono inc..."

Gazzetta

Una bruttissima battuta d'arresto, proprio sul più bello. Musetti stava dominando Djokovic ai quarti dell'Australian Open, poi a un certo punto la speranza si è fatta lacrime e amara delusione: un infortunio lo ha costretto a ritirarsi. Il tennista azzurro entra in sala stampa per il ritmo delle interviste a testa bassa, cammina lentamente e inizia il racconto: "Ho iniziato a sentire dolore all’inizio del secondo set, ho provato a continuare perché stavo giocando bene, il mio box mi ha chiesto di continuare e ho provato e vinto il secondo set ma sentivo che stava aumentando. Non ho parole per dire quanto sia triste per questo infortunio in questo momento. Conosco abbastanza bene il mio corpo da capire che non potevo andare avanti e sono piuttosto sicuro che sia uno strappo". A chi gli chiede se si tratta dello stesso infortunio che lo aveva fermato prima in finale a Montecarlo e poi al Roland Garros, in semifinale spiega: "Non mi sembra che sia nello stesso punto in cui mi sono infortunato a Montecarlo con Alcaraz. Penso sia ileo-psoas ma lo dirà il medico. Il feeling di dover lasciare dopo essere stato avanti 2-0, forse la miglior partita della mia carriera, è tanto doloroso. È davvero difficile da spiegare". 

Ora, per Musetti, una serie di accertamenti appena sarà arrivato a casa a Montecarlo, è importante capire da dove si origini questo problema muscolare che spunta sul più bello nei momenti importanti: "Prima dell'inizio della stagione abbiamo fatto tutti i test e tutto era perfetto. Abbiamo lavorato bene per un mese e sono davvero incazzato perché non capisco come possa essermi fatto male".